Intervista Andrea Serravezza, firma della cucina di Torre del Parco

Dall’articolo “Chef da tenere d’occhio” di Fabiana Salsi – Style.it

Con orgoglio e piacere pubblichiamo una recente intervista realizzata dalla giornalista Fabiana Salsi sul sito www.style.it ad Andrea Serravezza, Chef di Torre del Parco e primo pugliese classificatosi tra i migliori cuochi italiani al “Bocuse d’Or 2012” il prestigioso concorso internazionale al quale partecipano i più grandi Chef del Mondo. Conoscerete più da vicino la firma eccellente dei piatti serviti nel Complesso Monumentale Torre del Parco.

Si è fatto notare per i suoi piatti “a chilometro zero” in cui rivisita gli ingredienti della cucina tradizionale salentina come solo un grande cuoco sa fare. Lui è Andrea Serravezza, executive chef di Torre del Parco a Lecce. Campione nazionale nel 2004 e medaglia d’oro agli internazionali del 2007 nella competizione organizzata ogni anno

dalla Federazione Italiana Cuochi a Massa Carrara, è l’unico pugliese ad essere entrato nella classifica di “Bocuse d’Or 2012″, la prestigiosa competizione riservata agli chef più bravi del mondo.

Il tuo motto in cucina?
«Riscoprire ingredienti della tradizione per creare modernissimi menu a cinque stelle».

Gli ultimi prodotti che hai scoperto?
«Le fave di Zollino (un piccolo paese in provincia di Lecce ndr) e le zucchine secche salentine. Un accompagnamento perfetto per i miei nuovi piatti».

Il segreto delle tue creazioni?
«Usare solo prodotti freschissimi e condirli rigorosamente con olio extravergine salentino purissimo: per ogni pietanza ne ho uno diverso. Così come i vini, ogni piatto ha il suo olio perfetto d’altronde».

Lo sbaglio più grande in cucina?
«Coprire il gusto del cibo con condimenti pesanti. La vera sfida per un cuoco è svelare l’essenza degli ingredienti che usa, non camuffarne il sapore».

Cos’è per te cucinare?
«Senza dubbio amare. Coccolo il cibo come fosse un neonato, con delicatezza e sommo rispetto».

Il piatto da provare nel tuo ristorante?
«Se potessi sceglierne solo uno prenderei dei gamberoni rossi di Gallipoli su una purea di fave. È un piatto in cui abbino ingredienti poveri a ingredienti pregiati del Salento. Perciò racconta un po’ di me e della mia cucina»

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