Storia

1419 – La costruzione della Torre
Le vicende storiche della Torre del Parco cominciano con la sua edificazione nel 1419 ad opera del diciottenne Giovanni Antonio Orsini del Balzo, Principe di Taranto, figlio di Raimondello e Maria d’Enghien che all’epoca si fregiava dei titoli di Contessa di Lecce e Regina del Regno di Napoli, avendo sposato in seconde nozze Re Ladislao di Durazzo.

Gli Orsini e Maria d’Enghien
Raimondello e Maria d’Enghien furono attenti mecenati e raffinati intenditori d’arte. Il gusto e le scelte da loro operate rientravano in un preciso programma di promozione politico – culturale del Salento. I centri del potere si arricchirono di volta in volta di nuovi monumenti: ne sono esempi emblematici il Castello comitale (non più esistente), la Guglia e la Chiesa di Santo Stefano di Soleto, nonché la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina. Quest’ultima fu edificata tra il 1384 ed il 1391, dopo il ritorno di Raimondello dalla Terra Santa, carico di reliquie e di icone.

1417 – Il matrimonio del Principe
Giovanni Antonio sposa Anna Colonna, nipote di Oddone Colonna eletto Papa ,l’11 novembre dello stesso anno, col nome di Martino V.  Roma aveva allora appena 20.000 abitanti e Lecce, alla metà del ‘400, ne aveva 6.500!

1434 – La sede del Tribunale
Questo documento vede Giovanni Antonio Orsini del Balzo, in qualità’ di capo del suo tribunale, il “Concistorium Principis”, pronunziare una sentenza proprio nei pressi della Torre del Parco: Questo complesso edilizio sarà più volte definito “Palazzo Reale” così come “Reale” si definisce il Parco che vi è intorno e che era esteso più di 40 ettari

Il grande Parco
La Torre del Parco, più massiccia di quella di Belloluogo e alta più di 23 metri, risulta costruita su due livelli comunicanti tra loro mediante una scala a chiocciola e circondata da un fossato nel quale erano allevati gli orsi, simbolo araldico della famiglia, da esibire come attributo dell’immagine del Principe.

Il Parco era diviso tra una zona pubblica (Parco di fuori), che si estendeva fino alle mura della città ed era adibita a fiere e mercati ed una zona privata (Parco di dentro), che racchiudeva al suo interno, tra l’altro, una cittadella recintata con la Torre e le stanze del Principe.
MONETELa Zecca di Stato
«… in queste habitazioni facea egli battere pubblicamente moneta d’argento e d’oro, il cui pensiero dette a Gasparo de Argenteris suo molto confidente, il quale fè anche protomastro de’ pesi, e di misure, il qual’ufficio questi d’Argenteris han posseduto fin’a questi ultimi tempi nostri » (Infantino).

Il tesoro della Torre
Il Ferrari ci parla di un vero e proprio tesoro custodito nella Torre del Parco in numerosi cassoni grandi contenenti pietre preziose, vasi d’oro e di argento e monete d’oro (per complessivi 600.000 ducati) sotto l’accorta vigilanza del castellano Bartolomeo Prato. (Francesco Punzi).

La Torre come prigione
Negli anni 1458 e 1461, inoltre, la torre diviene carcere per alcuni prigionieri che incidono le loro ‘lamentazioni’ negli strombi delle saettiere, nel piano inferiore della fortezza.

Dal 1463 – Dimora dei Vicerè spagnoli
Torre e Palazzo, dopo la morte di Giovanni Antonio (avvenuta in circostanze poco chiare ad Altamura il 13 novembre 1463) furono donati a G. Antonio Muscho, ‘maestro di campo’ di Carlo V e poi furono dimora dei vari Viceré spagnoli’ che si alternarono nel dominio di Lecce: da Ferrante Loffredo a Ferrante Caracciolo, che durante i loro mandati ristrutturarono il Parco (molto probabilmente in questi anni si costituisce l’ampia ed elegante terrazza soprastante il ‘palazzo’, tuttora esistente) e lo abbellirono, sistemando il Viale “Reale” che da Porta San Biagio portava all’ingresso del Parco, che venne monumentalizzato nel 1582 con una Porta sulla quale campeggiavano le insegne del Re Filippo II, figlio di Carlo V, tuttora riconoscibili da chi, percorrendo il Viale del Parco, osserva i cosiddetti ‘archi’, accanto alla Torre (ipotesi S. Suppressa).

7 Settembre 1554 – la grande festa a Palazzo con più di 400 invitati
Sappiamo dalle fonti, dunque, che il 7 settembre 1554, in occasione della grande festa che si svolse a Napoli in onore del Re Filippo II, anche a Lecce (Viceré Ferrante Loffredo) si svolsero grandi festeggiamenti. Presso il Palazzo del Parco vennero convocati Baroni, Castellani e Sindaci delle due Province pugliesi (Lecce e Bari).  Dopo la cerimonia del giuramento ed una affascinante parata militare, venne offerto un “real Banchetto” a tutti i convenuti. Finito il pranzo seguì una “Barrera” e per quella settimana ci furono altri giochi e feste.

XV Secolo – Il più  grande mercato d’Italia
In quegli anni venne data sempre più importanza alla fiera di San Giacomo che si svolgeva nello spiazzo antistante la Chiesa (tra il “Parco di dentro” ed il “Parco di fuori”) e che alla metà del ‘400 era il più grande d’Italia. La presenza della fiera, che durava ben otto giorni, veniva solennizzata dallo ‘Stendardo Reale’ che veniva issato in cima alla Torre del Parco,  a garanzia del mercato.

1797 – La visita del Re Ferdinando IV
Intanto nel 1774 si ricostruisce Porta S. Biagio ed il 28 aprile 1797 il Re Ferdinando IV, visitando la città, osserva la Torre del Parco dal Convento dei Cappuccini di S. Maria dell’Alto, per poi recarsi  alla Chiesa di S. Giacomo.

1819 – L’acquisto dei Conti Romano
Il 26 aprile 1819 i Conti Romano acquistano dal Demanio Militare per 296 ducati la Torre del Parco ed il giardino del “Parco di Dentro”, la cui superficie si è ridotta a 11 ettari. Qualche anno dopo procedono ad una risistemazione dell’intero complesso edilizio.

1992 – La ristrutturazione di Clausura
Nel 1992 con l’acquisto della torre,  Clausura inizia il restauro che si concuderà  nel 2006 con l’inaugurazione da parte del FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano il 25/26 Marzo

Ringraziamenti:
Ing. Gianni Carluccio – Coordinatore ricerca storica
Arch. Antonio Bramato